I tumori genitali nelle donne in giovane età sono stati al centro del V congresso provinciale AOGOI, l’associazione dei ginecologi italiani, che si è svolto nei giorni scorsi al museo Pepoli di Trapani. I dati esposti sono indicativi dell’incidenza: il tumore del collo dell’utero nel 40% dei casi è diagnosticato in donne giovani (sotto 40 anni), spesso sono tumori al I stadio, con la possibilità quindi di effettuare una terapia conservativa e mantenere la fertilità. Per quanto riguarda il tumore delle ovaie, definito il killer femminile, il 14% colpisce le donne al di sotto dei 40 anni. Se si considera che l’età in cui si ricerca la prima gravidanza spesso è intorno ai 39 anni, emerge come la problematica maternità e il mantenimento delle funzioni riproduttive siano di fondamentale rilevanza. Il congresso, presieduto da Laura Giambanco, primario di ostetricia e ginecologia del S. Antonio Abate e Vito Iannone, dirigente medico dello stesso reparto, ha visto una qualificata partecipazione, non solo di specialisti, ma anche di medici di medicina generale, ostetrici e infermieri. Altra tematica affrontata durante i lavori ha riguardato la sicurezza in sala parto. Sono state discusse ed analizzate la gestione delle emergenze ostetriche – come le alterazioni del battito cardiaco fetale – e la possibilità di eseguire una serie di manovre volte a ristabilire il benessere del bambino senza per forza ricorrere al taglio cesareo. In Sicilia nell’ultimo biennio, grazie all’aggiornamento e alla formazione continua si è significativamente ridotto il tasso di primi tagli cesarei, senza per questo modificare la percentuale di bambini nati in buona salute. In particolare al Sant’Antonio Abate, che assorbe normalmente i casi più a rischio dell’intera provincia, l’incidenza dei parti cesarei primari, è calata significativamente dal 41%  registrata a fine anno 2016 al 21, 4% dell’agosto 2017. L’Asp di Trapani, fa sapere, in proposito, che in queste ultime settimane ha completato gli organici dei consultori familiari e sta concludendo quelli dei punti nascita della provincia.

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