Eseguito questo mattina dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani il decreto di confisca dei beni, per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro, nei confronti Salvatore Angelo, considerato dagli inquirenti imprenditore di riferimento del superboss latitante Matteo Messina Denaro. Il provvedimento emesso dal Tribunale di Trapani riguarda, in particolare, quattro imprese del settore edile e della viticoltura, 67 immobili tra ville e terreni, e quattro autoveicoli. Salvatore Angelo, 68 anni, fu arrestato nel 2012 nell’ambito dell’operazione “Mandamento” che colpì esponenti di spicco delle famiglie mafiose di Salemi e Castelvetrano. L’indagine mise in luce il sistema di infiltrazione mafiosa legato alla realizzazione di parchi eolici nel trapanese e nell’agrigentino, attraverso le imprese di Angelo, anche sull’esecuzione delle opere di maggiore importanza sul territorio. All’operazione, che aveva fatto finire in manette importanti membri dell’organizzazione criminale, era seguito il sequestro, eseguito in due tranches, a gennaio e a dicembre 2015, dell’enorme patrimonio accumulato dall’imprenditore e destinato, in parte, a finanziare la latitanza di Matteo Messina Denaro. La confisca arriva a distanza di un anno dalla conferma in Cassazione della condanna a 8 anni emessa in appello per associazione mafiosa nei confronti di Salvatore Angelo. Disposta anche l’applicazione della misura della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Salemi per 4 anni, da scontare a scarcerazione avvenuta, prevista nel 2023.

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