Altra tegola sulla testa del noto attore partinicese Tindaro Veca, conosciuto con il nome d’arte di “Dario”. Per lui è arrivato un secondo rinvio a giudizio, sempre con le accuse di minacce e stalking, in continuità con il primo in relazione alla storia d’amore naufragata con la sua ex compagna. Mentre nel primo rinvio a giudizio i fatti documentati si fermavano al febbraio del 2016, in questo caso si tratta di altri episodi che partirebbero da marzo dello stesso anno in poi. Ora però in ballo non ci sono solo l’ex compagna e l’attuale fidanzato ma anche i genitori della donna che si sono oltretutto costituiti parte civile. Si parla di “minacce e molestie” nei confronti dell’ex fidanzata di 28 anni e del suo attuale compagno di 44 anni, entrambi residenti a Borgetto, e di diffamazione sempre nei confronti dei due attraverso facebook. Proprio attraverso l’utilizzo del social network entrano in gioco i genitori della 28enne, che a loro volta sarebbero stati ripetutamente offesi. Facebook e non solo: esisterebbero anche delle lettere anonime, dal tenore altrettanto diffamatorio, che attraverso delle indagini fatte dai carabinieri sarebbero riconducibili a Veca. Un’indagine complessa che ha portato all’attività investigativa non solo dei carabinieri ma anche al sequestro di pc in uso a Veca, una serie di consulenze tecniche per conto della Procura e a dei riscontri fatti dalla polizia postale. Indagini che a livello preliminare avrebbero portato, secondo i riscontri dei militari dell’Arma, a cagionare nell’ex compagna di Veca e nel suo attuale fidanzato “un perdurante e grave stato di ansia e di paura, un fondato timore per la loro incolumità e in modo tale da costringerli ad alterare le loro abitudini di vita”. Sulla base di tali riscontri il noto attore è stato rinviato a giudizio con la prima udienza fissata al prossimo 20 marzo. Le indagini hanno anche fatto emergere che dopo la fine della relazione sentimentale con la donna, l’artista partinicese in più occasioni avrebbe pedinato e seguito anche in auto la ex e il compagno appostandosi persino sotto la loro abitazione. Qui, dalle testimonianze delle due presunte vittime, si sarebbero anche consumati altre ingiurie e minacce, in un caso addirittura Veca avrebbe mimato il taglio della gola. Sullo sfondo una storia d’amore naufragata tra acredini e astio che il tempo non è riuscito a lavare via. L’attore è stato già rinviato a giudizio una prima volta sempre per minacce e molestie aggravate all’epoca dei fatti perchè la donna era in stato di gravidanza e questo le creò una “condizione psicologica di terrore ed ansia”. Ed anche in questo filone d’indagine ci sarebbe di mezzo la diffamazione che si sono materializzate, sempre secondo l’accusa, attraverso facebook, dove Veca si sarebbe celato anche con un profilo falso. L’artista, 61 anni, si è difeso sostenendo che al contrario la sua ex avrebbe inventato delle accuse nei suoi confronti con il solo obiettivo di distruggerlo mediaticamente per creargli quindi nocumento per l’attività professionale che svolge. Di spessore il curriculum artistico di Veca che venne alla ribalta  per essere approdato alla finale della famosa trasmissione Mediaset “La Sai l’ultima?”. Da allora ha cominciato a fare diversi film e fiction, tra cui ben due puntate de “Il commissario Montalbano” e altri ruoli importanti, non ultimo nei famosi film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana e “La mafia uccide solo d’estate” di Pif. Per lui anche premi in giro per la Sicilia e anche presenze a manifestazioni contro la violenza sulle donne.

Share.
SHARE
OR
SCARICA LA NOSTRA APP