Deve essere arrivata come una doccia fredda la notizia dell’ammenda di 120 euro inflitta per minacce collettive e frequenti alla Libertas Alcamo, in merito alla partita che si è giocata domenica al Palatresanti di Alcamo. “Le società, in un periodo economico come questo, non sono e non possono essere delle mucche da mungere” ha tuonato il presidente della società, Tanino Paglino, sottolineando che i campionati federali hanno costi molto elevati e non è possibile sopportare ulteriori spese “soprattutto – evidenzia – legate a sanzioni comminate a cuor leggero”.

Domenica sono stati oltre mille gli spettatori che hanno assistito alla prima partita in casa in serie C della Libertas Alcamo, che ha subito il suo primo stop, dopo 22 vittorie consecutive e un’inviolabilità durata per due stagioni intere, dal Giarre, altra squadra neopromossa nel campionato superiore. Proprio il coach del Giarre, Ignazio D’Angelo, aveva evidenziato la correttezza del pubblico alcamese.

 Ma, evidentemente, non tutto il pubblico è stato ineccepibile, come lo spesso Paglino, ha ammesso: “In mezzo a oltre mille spettatori – ha spiegato – può capitare che ci sia qualcuno che utilizzi un linguaggio non proprio corretto nei confronti degli arbitri. Si è comunque trattato soltanto di qualche ragazzino che si è fatto prendere dall’entusiasmo. Ma da qui a scrivere sul referto chissà che cosa e a far scattare la multa, ce ne passa parecchio”.

“La classe arbitrale e gli organi federali – afferma il presidente della Libertas in una nota – dovrebbero applaudire e incentivare piazze come la nostra in cui il basket sta rinascendo e sta tornando a coinvolgere spettatori, famiglie e aziende. Invece – ha concluso con amarezza– veniamo multati e additati come pubblico scorretto. Sia chiaro a tutti che il PalaTreSanti è uno dei paradisi della pallacanestro siciliana e tale resterà”.

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