Scatta una nuova operazione della guardia di finanza nel trapanese, ed esattamente nella zona tra Campobello e Mazara del Vallo, per il contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dalla Tunisia ed al contrabbando di tabacchi lavorati esteri. E’ il frutto di un lavoro di indagine durato poco meno di 4 mesi che ha portato all’arresto di 5 persone e alla denuncia a piede libero di altri due soggetti, tutti facenti parte di quella che viene definita la “pericolosa organizzazione criminale”. A spiccare nell’elenco delle due denunce il nome di Giuseppe Marcianò, 47 anni, imprenditore agricolo, ucciso il 6 luglio scorso nelle campagne di Campobello di Mazara: elemento che fa intuire che questo episodio possa essere in qualche modo collegato nell’ambito di qualche regolamento di conti tra organizzazioni criminali. Ritornando all’operazione scattata all’alba di oggi i finanzieri hanno scoperto illeciti e lucrosi traffici che avvenivano con l’impiego di veloci gommoni condotti da esperti “scafisti”, in grado di compiere la traversata dalle coste di Mazara sino in Tunisia in meno di 4 ore, al prezzo di oltre 3 mila euro per persona trasportata. Uno degli sbarchi, avvenuto il 24 maggio scorso nei pressi di Campobello di Mazara, è stato intercettato dalla finanza che ha individuato i clandestini e sequestrato 140 chili di sigarette di contrabbando insieme all’imbarcazione utilizzata per il trasporto. Ad essere emerso in quell’occasione il decesso di uno del clandestini di 29 anni, il quale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato gettato in mare da due membri tunisini dell’organizzazione per velocizzare le operazioni di approdo. Indagini che sono scaturite proprio da questo episodio  da cui sono scaturite serrate intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno permesso di ricostruire analiticamente componenti e ruoli del sodalizio criminale nonché le modalità dei trasporti, rilevando, tra l’altro, che ogni viaggio organizzato fruttava una somma tra i 30 e i 40 mila euro e permetteva di introdurre sigarette di contrabbando destinate ad essere rivendute nel territorio siciliano prevalentemente a clienti di origine magrebina. I 5 arresti riguardano altrettanti tunisini, l’altra persona denunciata è anch’essa tunisina.

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