La collina sarebbe abbastanza solida se non fosse stata massacrata dall’abusivismo edilizio, che provoca criticità sul territorio di Alcamo Marina. Nel 2008 il Comune affidò incarichi per la redazione dei Piani particolareggiati di recupero, indispensabili per la messa in sicurezza e per la realizzazione delle opere urbanistiche, per come è avvenuto per esempio nei quartieri di Santa Lucia e Sant’Anna di Alcamo. E del Piano particolareggiato di recupero ha parlato il sindaco Domenico Surdi nell’incontro avuto ieri sera con i proprietari di tre villini a valle della “Collina del disonore”, che furono danneggiati nel febbraio del 2009 per la frana che si abbattè a causa della mancata possibilità di quelle acque piovane molto abbondanti di potere defluire. Stessa cosa ma per fortuna in maniera molto minore si è verificata lo scorso 22 gennaio. Sono quattro i Piani particolareggiati di recupero di Alcamo Marina, i cui incarichi per la redazione vennero affidati ben 9 anni fa. Ora sembra che questi Piani stiano per tagliare il traguardo. In tal senso si è impegnato il sindaco con i proprietari dei villini, realizzati con tanto di concessione edilizia ma che hanno subito il danno, non per proprie responsabilità e la beffa di non poterle abitare, mentre nelle case a monte, molte sanate, si può prendere la tintarella. Per potere chiedere i finanziamenti per i Piani particolareggiati di recupero, prima li deve approvare il consiglio comunale. Superata questa fase il Comune potrà chiedere finanziamenti alla Regione.  E i tempi non sembrano brevi. Così come i tempi biblici della giustizia italiana non hanno permesso ancora ai proprietari rispettosi della legge di ottenere risarcimenti dei danni. Intanto stamane si è celebrata a Trapani l’ennesima udienza.    Fino ad oggi hanno scucito per spese legali e perizie oltre 30 mila euro a testa e ancora non vedono una soluzione ai loro problemi, provocati non per proprie responsabilità.

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