Alcamo e Castellammare del Golfo tornano a rischiare l’emergenza rifiuti. Colpa dei problemi di saturazione della discarica di Bellolampo dove dall’agosto scorso sono stati autorizzati i due Comuni a conferire, mentre gli altri 22 Comuni della provincia sono rimasti nella discarica di Borranea di Trapani. Nel palermitano i problemi sono identici a quelli di tutti i siti della Sicilia: la sesta vasca è in via di esaurimento. “Da notizie in nostro possesso – afferma il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola – ci viene detto che tra un paio di settimane al massimo questa vasca sarà esaurita. Ora si torna a parlare di mandare i rifiuti al Nord Italia o all’estero ma il vero problema non è dove spedirli ma a che costi e soprattutto chi li dovrà affrontare. Non possiamo noi amministratori locali tornare a mettere di nuovo le mani in tasca ai cittadini per pagare un servizio del genere”. Il problema di Bellolampo è che la vasca si è esaurita in breve tempo perché vi conferiscono, oltre che Palermo, anche 45 Comuni del palermitano e per l’appunto i 2 del trapanese. “Noi abbiamo sempre espresso fin da subito la contrarietà ai contenuti di quelle ordinanze regionali – afferma Dionisio Giordano, segretario regionale Fit Cisl Ambiente – immaginando lo scenario che oggi è purtroppo alle porte”. Bisogna poi fare i conti con il ministero dell’Ambiente che ha concesso una deroga alla Regione per trattare i rifiuti di soli 15 giorni, quindi in scadenza al 15 dicembre. Il che significa che molte discariche saranno destinate a chiudere proprio perché ritenute sature senza questa deroga speciale. La discarica di Borranea invece è in attesa da un momento all’altro dell’autorizzazione da parte della Regione ad abbancare altre 5 mila tonnellate nel sito. In questo modo i cancelli si riaprono dopo 4 giorni di chiusura causati per l’appunto dalla saturazione. Per il neoassessore regionale all’Energia e ai Rifiuti Vincenzo Figuccia, quindi, appena insediato già arriva la prima emergenza da dover affrontare. Trapani, Erice e Marsala in particolare hanno subito i peggiori disagi con le periferie particolarmente colpite sul piano dell’emergenza igienico-sanitaria. I 22 Comuni del trapanese avrebbero dovuto trasportare la spazzatura a Siculiana ma nel frattempo l’iter burocratico ha un po’ rallentato le autorizzazioni e si è arrivati a questo punto, con la raccolta costretta a fermarsi per effetto del divieto di scaricare a Borranea.

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