Finalmente ieri quasi 15 ore di pioggia. Ma l’acqua caduta in abbondanza non è stata sufficiente per evitare i turni di erogazione a Palermo così come a far alzare di qualche centimetro il livello degli invasi quasi all’asciutto con gravissime conseguenze per la distribuzione e per l’irrigazione dei campi. Secondo gli esperti sarebbero necessari 10 giorni continui di piogge con precipitazioni mediamente di 2,5 millimetri per riempire gli invasi. Secondo l’Osservatorio regionale delle acque servirebbero 500 millimetri fino ad aprile in tutta la Sicilia con altri 300 millimetri da settembre a dicembre prossimi per finire il 2018 senza intaccare le riserve. Al primo febbraio il livello di acqua degli invasi registra un meno 50-60 per cento rispetto allo scorso anno con 180 milioni di metri cubi, a fronte di 378 nel 2016. Le previsioni dei prossimi giorni non lasciano ben sperare perché non mettono acqua. Le piogge di ieri hanno provocato problemi a Castelvetrano dove sono caduti 150 millimetri di pioggia. E i carabinieri tra Castelvetrano e Santa Ninfa hanno salvato un uomo di Partanna che era caduto con la sua auto nel fiume Midione.  Problemi anche a Mazara e a Castellammare dove sono caduti quasi 100 millimetri. Sempre comunque troppo poco. La crisi idrica è provocata da un anno poco piovoso a causa anche dei mutamenti climatici, provocati dall’inquinamento tanto che a gennaio mentre a Mondello facevano il bagno nel nord Italia cadevano e continuano a cadere metri di neve. La Sicilia da sempre soffre la sete, ma da qualche anno è scattata una vera e propria emergenza a causa di precipitazioni sempre più scarse. In questi giorni si parla di riattivare il dissalatore di Trapani, realizzato 25 anni fa e in grado di erogare trecento litri di acqua al secondo. Un mega impianto oggi anacronistico e sempre alle prese con guasti. Riattivarlo e poi fare la manutenzione forse costerebbe di più di realizzare dissalatori di nuova generazione, che possono essere attivati in meno di un anno e dare 800 litri di acqua al secondo. Si parla di realizzarne due: uno a Termini Imerese e uno a Carini. Ma occorre fare presto e non perdersi in chiacchiere poiché l’acqua è un bene di prima necessità, ma è sempre di meno a causa dei cambiamenti climatici provocati dall’uomo.

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