Il sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola, contro tutti. La sentenza del Tar che ha dato ragione al municipio contro il provvedimento del presidente della Regione di trasferire patrimonio immobiliare e dipendenti, debiti compresi, sulle spalle del Comune ha spinto il primo cittadino ad una critica a 360 gradi anche perchè in tutta questa vicenda restano in bilico ben 9 lavoratori dell’Ipab che da decine di mesi non prendono lo stipendio e rischiano di essere buttati in mezzo a una strada. Polemica che si innesca alla vigilia dell’incontro fissato per domani mattina dal commissario dell’Ipab castellammarese per discutere proprio del futuro dei dipendenti a cui sono stati convocati i sindacati. Coppola punta il dito non solo sul governo regionale ma anche sugli stessi sindacati: “I lavoratori sono vittime di una gestione sconsiderata che non è certamente attribuibile al Comune. Ad oggi la Regione non indica come farsi carico dei lavoratori delle Ipab che meritano risposte adeguate – afferma il sindaco -. Inoltre sottolineo che le azioni sindacali che dovevano mirare a far assumere alla Regione, unico ente deputato, la responsabilità dei dipendenti non ci sono state. Quando il Tar ha sospeso il decreto regionale di estinzione dell’Ente in attesa del pronunciamento adesso arrivato, ho chiesto alla  Regione di trovare una soluzione invece, con il tentativo di scaricare sui Comuni il peso di gestioni incredibili, per i lavoratori sono state emesse solamente attese illusorie”. Ora il sindaco auspica che la Regione avvii un risanamento dell’Ipab ma la scarsezza delle risorse finanziarie da Palazzo d’Orleans sotto questo aspetto non lascia ben sperare. Intanto con questa sentenza il Comune ha sventato il rischio di un tracollo finanziario. Infatti se fosse passato il decreto di estinzione dell’Ipab così come concepito da Crocetta, il municipio castellammarese avrebbe dovuto farsi carico dei costi del personale che avrebbe dovuto assorbire e dei circa 2 milioni di euro di debiti accumulati negli ultimi anni di gestione dell’istituto. Per il Comune sarebbe stato un vero e proprio crack finanziario. Invece il tribunale amministrativo ha accolto tutte le motivazioni del Comune: dall’impossibilità di assorbire il personale perchè avrebbe sforato il tetto di spesa consentito per il pagamento delle spese correnti per arrivare alle due delibere, di giunta e consiglio, che respingevano questo trasferimento dell’Ipab alla gestione comunale e di cui la Regione non ha tenuto conto. “Questa sentenza – aggiunge il sindaco di Castellammare – evidenzia l’inopportunità del provvedimento del presidente della Regione che, noncurante di metterli in serissima difficoltà, intendeva attribuire ai Comuni siciliani debiti ed il personale delle Ipab, senza alcuna assunzione di responsabilità: sia nei confronti dell’Ente locale che dei lavoratori”.

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