Al massimo entro i primi giorni di giugno ripartiranno i lavori del II lotto per il completamento del porto di Castellammare del Golfo. Dopo la firma del contratto tra la Regione e la ditta aggiudicataria dell’appalto pari a ben 15 milioni di euro ora si stanno mettendo a punto gli ultimi adempimenti. Già stabilito il cronoprogramma di interventi reso noto dal deputato regionale Mimmo Turano che in questi tribolati anni in cui i lavori sono rimasti bloccati ha seguito la vicenda passo passo.

Questi lavori in particolare riguardano il II lotto assegnato in seguito allo scorrimento della graduatoria dell’appalto consegnato all’epoca, cioè prima che la Procura bloccasse tutto per sospette infiltrazioni mafiose. Ad effettuare questi lavori sarà l’associazione temporanea d’imprese Sics che dovrà portare a termini i previsti interventi per la messa in opera della pavimentazione e dell’arredo. Il parlamentare adesso chiede chiarezza e impegno da parte della ditta aggiudicatrice a cui viene chiesto pubblicamente di rendere noti i tempi per i vari avanzamenti del cantiere sino a che questa volta si concluda davvero questa parte di opera pubblica.

Il cantiere venne interrotto oramai 7 anni fa per l’inchiesta sul presunto utilizzo di cemento depotenziato portata avanti dalla guardia di finanza che sancì, su disposizione della Procura, il sequestro dell’area e l’iscrizione nel registro degli indagati di diverse persone, oggi tutte sotto processo. In questi ultimi due anni, in particolare, sono stati superati numerosi scogli di natura burocratica per la ripresa dei lavori di questo II lotto: è stato infatti registrato il contratto d’appalto e si è dovuto attendere l’ok della Corte di conti. Si è dovuto anche attendere per il cambio del nominativo del responsabile unico del procedimento nominato dalla Regione. All’epoca in cui scattò l’indagine, nel 2010, furono passati ai raggi x le imprese appaltanti e sub-appaltanti coinvolte nel contratto di esecuzione dei lavori. I finanzieri avevano posto sotto sequestro l’intera struttura cementizia realizzata all’interno dell’area di cantiere del porto dove erano stati dislocati i massi artificiali destinati a contenere il moto ondoso e che non sarebbero stati considerati conformi a quanto stabilito dal contratto di appalto. Riguardo al I stralcio di lavori di messa in sicurezza la situazione invece è in assoluto stallo. I tecnici della Regione hanno rimesso piede nel cantiere fermo da sette anni per verificarne le condizioni, predisporre la perizia e successivamente aggiudicare gara. In questo caso in ballo ci sono 10 milioni di euro. Qui si dovrà procedere con un nuovo appalto dopo avere sciolto il contratto con la Kostruttiva (ex Coveco).

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