Prosegue a ritmi serrati la campagna di ingaggi da parte dell’Alba Alcamo, che ha già quasi totalmente rinnovato l’organico rispetto allo scorso anno. L’ultimo a firmare in ordine di tempo è l’attaccante Angelo Catania (1993). Il giocatore, veronese di nascita, ma ormai calabrese a tutti gli effetti per essersi trasferito definitivamente ad Isola Capo Rizzuto, arriva ad Alcamo grazie alla

collaborazione nata tra il direttore sportivo  Gigi Prestigiacomo e la società Sport Man del procuratore Alessio Sundas.Nella scorsa stagione l’attaccante calabrese ha giocato nel campionato di eccellenza calabro con il Cutro, con il quale ha collezionato 30 presenze e realizzato 14 gol. Intanto parte la preparazione della squadra alcamese agli ordini del nuovo allenatore Giuseppe Guida, che ha preso il posto di Riccardo Chico. Il suo compito all’inizio si presenta difficile perché oltre a far acquisire ai giocatori la forma atletica dovrà anche dedicarsi a dare un gioco ad una squadra completamente rinnovata, che punta sui giovani senza disdegnare dell’esperienza di qualche giocatore di lungo corso in grado di prendere, in campo, la regia. Un Alba Alcamo che sta attuando una programmazione a lungo termine in modo da potere poi fare il salto di categoria, ovvero la serie D che ha costi molto più alti a partire dall’iscrizione per la quale occorrono 30 mila euro. Da qualche anno a questa parte i bianconeri sono andati avanti grazie ai sacrifici di pochi dirigenti e Baldo Marchese e Giuseppe Milotta hanno un compito arduo.  Sarebbe necessaria maggiore attenzione da parte delle istituzioni e sarebbe sufficiente alle nuove e giovani generazioni politico-amministrative andare a leggere gli annuari calcistici per rendersi perfettamente conto di quanto importante è stato ed è il calcio per una città come Alcamo, da sempre temuta ed ammirata. Sarebbe inoltre importante che tantissimi tifosi tornassero sui gradini dello stadio Catella per tornare a sostenere come un tempo i bianconeri con l’augurio che il polisportivo di contrada Timpe  Rossi si possa fregiare del titolo “La fossa dei leoni”, come era definito il vecchio e glorioso stadio Maroso.

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