La Corte d’assise d’appello di Palermo ha scritto la parola fine ad una vicenda, risalente al 2004, che vide alla sbarra  il castellammarese Giuseppe Di Bartolo, per diversi anni al vertice dell’Asd Alcamo, la squadra di calcio che con Di Bartolo, come presidente, raggiunse importanti traguardi. Di Barolo e il suocero, Francesco Milazzo, assolto già alla prima udienza dai giudici del tribunale di Trapani, era finito sotto processo, dopo un’indagine della Guardia di finanza, con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Secondo i giudici avrebbe distratto somme per 197 mila euro durante la gestione dell’Asd Alcamo. Di Bartolo era stato condannato a tre anni e due mesi. La vicenda finì davanti ai giudici della Corte d’appello di Palermo e poi in Cassazione, dove è stato difeso dall’avvocato Maurizio Lo Presti. I giudici della Suprema corte emisero una sentenza con rinvio ed il processo è stato nuovamente celebrato a Palermo davanti alla Corte d’assise d’appello. L’avvocato Maurizio Lo Presti nel corso della sua arringa ha ripercorso tutte le fasi della vicenda legata alla gestione dell’allora Asd Alcamo, chiedendo alla fine l’assoluzione per il suo cliente. Dopo la camera di consiglio i giudici hanno assolto perché il fatto non sussiste Giuseppe Di Bartolo. La sentenza di assoluzione è diventata definitiva e non può più essere appellata. Un processo durato oltre dieci anni tra primo grado, appello e Cassazione. Giuseppe Di Bartolo è stato un personaggio noto negli ambienti calcistici siciliani. Ha avuto anche un’esperienza col Mazara, ma è stato con l’Alcamo, che ha avuto il suo maggiore periodo di popolarità. Un Alcamo che è stato allora allenato anche da Boscaglia.

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