Sebbene fosse quasi alla vigilia della notifica del decreto di decadenza in applicazione della legge regionale n.6 del 29/3/2017, ieri il sindaco di Calatafimi Segesta Vito Sciortino, accompagnato da Francesco Scandariato in rappresentanza dell’Ufficio Tecnico Comunale, si è presentato all’appuntamento presso l’Assessorato Regionale dei Beni culturali ed Ambientali per condividere con i dirigenti della Regione un percorso che serva a mitigare l’impatto del recente “piano paesaggistico-ambiti 2 e 3” pubblicato lo scorso 3 marzo che pregiudicherebbe le prospettive di sviluppo del territorio. Grazie anche alla disponibilità dimostrata dalla Sovrintendente di Trapani Paola Misuraca in ordine a talune segnalazioni rassegnate dal Sindaco e dall’Ufficio Tecnico, il comune fa sapere che “si sono ottenuti intanto due risultati immediati”. Il primo riguarda il notevole restringimento dell’area di inedificabilità assoluta che era stata fissata nelle vicinanze del Parco Archeologico di Segesta, che adesso diviene corrispondente a quella già compresa nel regolamento del Parco a suo tempo approvato. Il secondo attiene all’area industriale di contrada Fegotto. Il nuovo piano, infatti, aveva previsto un’ampia zona di inedificabilità assoluta in quasi tutta l’area oggi destinata agli insediamenti industriali in base al vigente Piano Regolatore Generale, limitando così l’avvio di qualsiasi nuova attività produttiva nell’area a ciò destinata. Con la sovrintendente Misuraca si è convenuto che il vincolo verrà mantenuto così com’è attualmente, cioè quello derivante dall’applicazione della cosiddetta “legge Galasso”. Il sindaco e l’Ufficio hanno poi sollevato altre due importanti questioni, che però dovranno essere formalizzate come “osservazioni” nella fase dei 120 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del nuovo piano come modificato: la eliminazione delle zone segnalate come boschive, e dunque sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta, che invece corrispondono a modesti raggruppamenti di alberi di varie specie spesso ricadenti in terreni di proprietà privata (ciò sarebbe da imputare alla imprecisa rappresentazione grafica di talune aree all’interno del Sistema Informativo Forestale SIF redatto ai sensi di quanto disposto dall’art. 5 bis della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16); la riperimetrazione in riduzione di talune porzioni di territorio comunale piuttosto prossime al centro abitato, dove è consentita esclusivamente l’attività edificatoria finalizzata alla coltivazione dei fondi e per le quali non è possibile adottare alcuna variante urbanistica. Sciortino ha ravvisto l’opportunità di convocare nelle prossime settimane tutti i tecnici locali, le associazioni di categoria e tutti gli altri portatori di interesse, al fine di integrare le osservazioni con eventuali altre che potranno rivelarsi utili da una accurata analisi del piano.

Chi sarà chiamato ad amministrare la Città nei prossimi mesi – afferma Sciortino- dovrà prestare la più scrupolosa attenzione agli sviluppi del piano paesaggistico, perché esso rappresenta uno degli strumenti che possono contribuire allo sviluppo del territorio ma che nel contempo, ove trascurato, può provocare una forte contrazione della potenziale spinta economica.

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