Cronaca - lunedì 15 marzo alle 09:03
Golem 2: 19 arresti nel trapanese. Sfiancata la rete di Matteo Messina Denaro
di Antonio Pignatiello
Nuova operazione antimafia della direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ora denominata Golem 2 che ha portato al fermo di 19 persone tra Salvatore Messina Denaro fratello di Matteo.
Secondo gli inquirenti sarebbe stata colpita la rete di finacheggiatori di cui si è servito il superboss. Una rete costituita anche da insospettabili incaricati di gestirne la latitanza e di occuparsi degli affari di famiglia. Oltre a Salvatore Messina Denaro, sono finiti in manette, tra gli altri, Maurizio Arimondi, Calogero Cangemi, Fortunato e Lorenzo Catalanotto, Tonino Catania, Andrea Craparotta, Giovanni Filardo, Leonardo Ippolito, Antonino Marotta, Marco Manzo, Nicolò Nicolosi, Vincenzo Panicola, Giovanni Perrone, Carlo Piazza, Giovanni Risalvato, Paolo Salvo, Salvatore Sciacca e Vincenzo Scirè. Alcuni sono legati al latitante da vincoli di parentela.
Le indagini della polizia sono state coordinate dal Procuratore di Palermo Francesco Messineo, dall'aggiunto Teresa Principato e dai Pm Marzia Sabella e Paolo Guido.L'operazione è stata condotta in provincia di Trapani, in particolare nella zona di Castelvetrano, da oltre 200 Agenti della Polizia di Stato del Servizio Centrale Operativo ed alle Squadre Mobile di Trapani e Palermo.
Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamenti e trasferimento fraudolento di società e valori.
Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurano alcuni fedelissimi del padrino trapanese che avrebbero svolto il ruolo di postini per recapitare la corrispondenza del boss contenente ordini e disposizioni. Gli investigatori sono riusciti a intercettare alcuni pizzini attribuiti a Messina Denaro, che in passato aveva avuto un fitto scambio epistolare con Bernardo Provenzano e i boss Lo Piccolo.
Le intercettazioni hanno permesso di ricostruire azioni criminali e criteri organizzativi della famiglia mafiosa di Castelvetrano. gli investigatori della Polizia, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine, hanno eseguito 40 perquisizioni, in diverse regioni italiane nelle province di Trapani, Palermo, Caltanissetta, Torino, Como, Milano, Imperia, Lucca e Siena.
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