Cronaca - sabato 6 febbraio alle 13:25
Scoprire la verità o trovata pubblicitaria?
di Laura Lombardo
A quasi 450 anni dal misterioso delitto si riaprono le indagini sull'omicidio della Baronessa di Carini, la nobildonna Laura Lanza assassinata assieme al proprio amante, Ludovico Vernagallo, il 4 dicembre 1563. Il sindaco di Carini, Gaetano La Fata, ha infatti deciso di affidare ad un team di criminologi di fama internazionale la riapertura dell'inchiesta. Dal 22 al 25 marzo, gli investigatori arriveranno in città per risolvere il mistero con l'ausilio di moderni strumenti d'indagine. Il castello di Carini si trasformerà in un vero e proprio centro d'investigazioni e le attività effettuate dagli esperti potranno essere osservate anche dal pubblico. Saranno anche organizzati corsi e seminari sulle moderne tecniche d'indagine scientifica. L'omicidio avvenne all'interno del castello, dimora della baronessa Laura Lanza che a soli 14 anni era andata in sposa, per volere del padre, al barone di Carini, Vincenzo La Grua Talamanca. La leggenda narra che ad uccidere la baronessa e l'amante sia stato il padre della donna, Cesare Lanza, barone di Trabia e conte di Mussomeli, con il beneplacido del barone La Grua Talamanca. Esisterebbero dei documenti nell'archivio della chiesa madre di Carini dai quali risulta che effettivamente Cesare Lanza di Trabia avrebbe ucciso la figlia. Anche gli atti di morte della baronessa e di Ludovico Vernagallo sarebbero ancora conservati nella stessa chiesa. A distanza di secoli, però, la vicenda non è stata mai chiarita del tutto, in particolare per quanto riguarda il ruolo nel delitto del marito tradito. E dopo 450 anni si vuole scoprire la verità? E come disse qualcuno..."ai posteri l'ardua sentenza"!
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