E’ lotta senza quartiere ad Alcamo e Castellammare del Golfo nei confronti di chi non indossa il casco in sella ai motorini. E’ scattato il piano della tolleranza zero ed i riscontri ci sono subito stati: nell’ultimo mese ben 39 le due ruote fermate con multe e sequestri del veicolo. Per chi non indossa il casco ci sono 80 euro di multa, poi scatta anche il fermo del motorino per 60 giorni sotto la propria custodia. Una vera stangata che vuole puntare soprattutto a debellare un fenomeno di malcostume che oltretutto ha anche le sue conseguenze tragiche. Quella più vicina la morte di Ilenia Collica a Castellammare del Golfo, 17 anni, deceduta lo scorso 18 agosto in seguito ad un drammatico incidente stradale. A scontrarsi il motorino su cui la giovane era in sella e un’auto. La 17enne morì durante il trasporto in ospedale e si scoprì che non indossava il casco. Una scia di sangue che non si ferma qui: il 4 maggio morì un altro centauro questa volta ad Alcamo, il 47enne Alessio Lanzarone che però indossava regolarmente il casco: si scontrò con un furgone sulla provinciale 55. Episodi che hanno scosso le due comunità e che hanno messo in risalto una volta di più la necessità di viaggiare in sicurezza. La task force di controlli su motori e ciclomotori è stata messa in campo dalla Compagnia dei carabinieri di Alcamo e che sta coinvolgendo direttamente i territori di Alcamo e Castellammare del Golfo. In poco più di un mese i tanti sequestri operati sono la testimonianza del lavoro fatto dai militari dell’Arma il cui obiettivo non è quello della repressione e delle multe da elevare, quanto proprio la necessità di porre un argine al problema del mancato uso del casco. Un problema che in questo territorio, e nel meridione in genere, è probabilmente più culturale. “Stiamo dedicando molta attenzione alla cattiva abitudine della guida di ciclomotori senza casco protettivo – afferma il capitano della Compagnia di Alcamo, Giulio Pisani – per far capire a tutti gli utenti, soprattutto ai più giovani, che la sicurezza sulla strada deve costituire una loro, prima che nostra, priorità”. Sulla scia di questi controlli si proseguirà costantemente con posti di blocco che saranno organizzati dai militari nei punti nevralgici delle due cittadine. Per essere in regola non basta indossare il casco, ma occorre farlo bene, allacciandolo cioè correttamente e stringendo le fibbie sotto il mento, altrimenti il dispositivo di sicurezza rischia di diventare un cappio capace di strangolare chi lo indossa, in caso di violenta caduta. Se invece non viene allacciato, quasi sicuramente “volerà” via in caso di incidenti, risultando assolutamente inutile.

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