Quella vita insieme, nonostante la nascita dopo qualche anno del matrimonio di due figli, era diventata un inferno. Ma la situazione peggiorò ulteriormente dopo che una donna alcamese, oggi di 34 anni, chiese al marito la separazione. La vicenda risale  ai primi mesi di febbraio del 2010. Da quel momento la vita di questa impiegata, che oggi vive a Palermo, diventò un incubo per le minacce, i pedinamenti, le continue telefonate del marito e qualche tentativo di aggressione, tanto che la donna alcuni mesi dopo presentò denuncia al commissariato di pubblica sicurezza di Alcamo. Scattarono le indagini e nei confronti dell’uomo di 44 anni S.C. con un posto pubblico nel ministero dell’Interno,  nel Milanese, venne presentata la denuncia. Ieri i giudici della Corte d’appello di Palermo hanno confermato la condanna ad un anno e 4 mesi. La stessa pena inflitta dai giudici del tribunale di Trapani. Ma i giudici d’appello sono andati oltre e alla donna, costituitasi parte civile e difesa dall’avvocato Alessio Alessandra, hanno sentenziato il pagamento di una provvisionale di 5 mila euro con risarcimento danni da decidere nel processo civile. L’uomo è stato inoltre condannato a pagare le spese processuali. L’impiegato doveva rispondere anche di lesioni nei confronti del padre e di un fratello della donna. Padre e fratello della  donna si sono costituiti parte civile e sono stati assistiti dall’avvocato Vito Di Graziano, mentre lo stalker è stato difeso dall’avvocato Sebastiano Dara. La vicenda rappresenta l’ennesimo episodio di violenza sulle donne, che spesso si concludono anche in maniera tragica, come raccontano tante cronache sui femminicidi. Quando si subisce una violenza, una minaccia, un’aggressione bisogna immediatamente presentare denuncia alle forze dell’ordine, che debbono vigilare con la massima attenzione quando una persona, una donna in questo caso è perseguitata da stalker. Ricordiamo che dopo l’entrata in vigore di tale legge una delle prime indagini in Italia venne fatta dai carabinieri di Alcamo che arrestarono l’individuo protagonista di atti persecutori. Gli atti persecutori sono previsti dall’articolo 612 bis del codice penale e la legge entrò in vigore nel febbraio del 2009.

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