Voleva la piccola indennità mensile destinata agli ospiti dei centri di accoglienza che però non gli spettava. Per appena 45 euro un senegalese ha messo a ferro e fuoco un intero centro di accoglienza ad Alcamo, seminando paura e panico. Estramente violento ha anche cercato di aggredire un’impiegata del centro stesso ed a preso a calci e pugni i poliziotti. Una bravata che costa cara a Lamin Hydara, 21 anni, finito in manette con pesantissime accuse: oltre a violenza e resistenza a pubblico ufficiale su di lui pende anche l’estorsione. I fatti sono avvenuti all’interno del centro Sprar di via Pia Opera Pastore. A lanciare l’allarme un’assistente sociale della struttura. La donna riferiva che un cittadino extracomunitario si era presentato al centro richiedendo, con fare minaccioso ed in stato di agitazione, il pagamento del cosiddetto “pocket money”, circa 45 euro, che è l’indennità mensile di un ospite. Dinanzi al rifiuto dell’assistente sociale, motivato dal fatto che il giovane ha concluso il progetto di accoglienza e quindi non aveva più diritto all’indennità, il senegalese andava in escandescenza rompendo con un pugno una porta a vetri e con un sasso il finestrino di un’ambulanza della Croce Rossa parcheggiata all’interno del cortile della struttura. Alla vista dei poliziotti il ragazzo si innervosiva nuovamente, cercando di aggredire l’assistente sociale che veniva protetta fisicamente dagli agenti intervenuti. Dopo diversi tentativi di riportarlo alla calma e di instaurare un dialogo, che però si sono rivelati vani tanto che addirittura il 21enne nel frattempo aveva rotto con un altro pugno anche una finestra e continuava a minacciare di morte tutti i presenti, gli agenti del commissariato tentavano di allontanarlo dal centro per evitare pericoli alle persone e ulteriori danni alla struttura. Non contento, Hydara si scagliava contro gli stessi poliziotti colpendoli  con  calci e pugni. Con non poche difficoltà il giovane veniva bloccato e condotto in commissariato dove veniva arrestato con le accuse di tentata estorsione e violenza e resistenza a pubblico ufficiale, oltre ad essere denunciato a piede libero per danneggiamento aggravato e lesioni personali. A seguito della convalida dell’arresto, l’Autorità Giudiziaria gli ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere presso la casa circondariale di Trapani.

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