Il locale della via Mazzini di Alcamo è chiuso per ferie. Ma l’allarme acustico no. Un inferno di rumore dalle 4 e mezza di stamane nella via Mazzini di Alcamo dove dopo oltre sei ore continue il fortissimo rumore ad intermittenza era ben udibile anche  da Piazza Ciullo, piazza della Repubblica e vie circostanti. Un inquinamento da rumore, molto pericoloso per la salute delle persone,  costrette a interrompere il riposo dopo essersi svegliate di soprassalto. Ad intermittenza anche lo scattare di un allarme nella zona dell’ex Collegio dei gesuiti. In via Mazzini si è recata verso le dieci di stamane  una pattuglia della polizia municipale ma nonostante gli sforzi di questo maledetto allarme non si riusciva a frenare le fortissime emissioni di  onde sonore. Molto probabilmente la polizia urbana denuncerà i titolari del locale, chiuso per ferie, per disturbo della quiete pubblica. Oltre al caldo gli abitanti della zona hanno dovuto subire il fortissimo rumore dell’allarme in una zona già martoriata durante l’inverno dalla movida selvaggia, con musica all’aperto sparata ad altissimo volume. I proprietari dei locali dove vengono installati questi strumenti sonori infernali dovrebbero essere collegati con il proprio esercizio commerciale per intervenite tempestivamente in caso di allarme. Ed esporre ben in vista i recapiti e quindi a chi potersi rivolgere in caso scatti l’allarme, spesse volte ingiustificato. Succede con una certa frequenza che scattino allarmi sonori anche in abitazioni private e negozi,  per esempio a causa di una finestra leggermente aperta che fa entrare spifferi d’aria o per altri motivi che non giustificano la messa in funzione dell’allarme sonoro che aggredisce i timpani delle persone e provoca inquinamento da rumore. Sarebbe confortante che in qualche comunicato stampa dove si parla di operazioni per la legalità qualche volta figurasse  anche la denuncia per disturbo della quiete pubblica.

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