L’Antiracket chiedeva rimborsi al Comune che non potevano essere accordati. Questa la posizione dell’amministrazione comunale che risponde così alle polemiche innescate ieri dal presidente dell’associazione Antiracket Enzo Lucchese. Un duro botta e risposta che probabilmente è destinato ad inasprirsi ancora di più nelle prossime ore dopo quanto rivelato dall’assessore all’Economia e vicesindaco Roberto Scurto: “Dall’incontro avuto con il presidente dell’associazione antiracket di qualche giorno fa – sostiene l’amministratore – ho appreso dell’intenzione da parte dello stesso di farsi rimborsare spese sostenute nel 2017 per conto dell’ente da lui rappresentato con residui di bilancio dell’anno 2015 violando palesemente principi di legge e normativa contabile”. Dal suo canto l’associazione ieri, in una nota ufficiale, ha sostenuto che l’amministrazione attuale avrebbe tolto “il misero contributo concesso dall’allora commissario straordinario Giovanni Arnone per l’anno 2016” e che nonostante le rassicurazioni l’Antiracket sarebbe stata dimenticata non garantendo le somme residue del contributo concesso per l’anno 2017. Secca la smentita di Scurto: “Questa amministrazione non ha tolto quest’anno fondi all’associazione – ribatte – in quanto non è stato previsto alcun contributo fisso da destinare a loro senza presentazione di progetti o iniziative che sarebbero stati accolti positivamente anche durante la stesura della programmazione di bilancio per il 2017. Se l’associazione presenterà progetti e iniziative per il 2018, ritenute valide dall’amministrazione, queste verranno inserite nel Dup e assicureremo adeguata compartecipazione alle spese in bilancio”. Il presidente dell’Anturacket, Enzo Lucchese, alle rivelazioni di Scurto controribatte: “Apprendo solo ora che avremmo dovuto presentare dei validi progetti per ottenere i finanziamenti – sostiene – cosa questa che non ci è mai stata detta nè comunicata in risposta all’ultima richiesta di rimborso, inevasa da sei mesi. I rimborsi richiesti in palese violazione della legge? Mi duole leggere queste accuse, chiedere cose illegali non fa parte di me e mi offende, sia per il lavoro che svolgo e per la carica che mi onoro di rivestire”. Il vicesindaco al contrario evidenzia l’impegno avuto dall’amministrazione e l’attenzione verso l’Antiracket ricordando l’assegnazione di un bene confiscato alla stessa associazione per essere utilizzato come sede, superando complicati problemi burocratici che andavano avanti da anni. Infine Scurto ha lanciato un appello chiedendo collaborazione alla stessa associazione e una programmazione per tempo di attività e contributi. La polemica esplosa ieri prende anche spunto dall’assenza del governo cittadino all’incontro programmato ieri stesso nella sede dell’associazione tanto che Lucchese ha parlato di mancato riconoscimento del ruolo dell’Antiracket. Un braccio di ferro infinito quello tra il Comune e l’Antiracket che già era partito ai tempi del sindaco Sebastiano Bonventre ed anche in questo caso i problemi erano sempre gli stessi, quelli cioè della mancata contribuzione per garantire l’attività interna dell’associazione. All’epoca vi era pure stata una forte contrapposizione per l’assegnazione della sede.

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