E’ all’esame della Ragioneria del Comune di Alcamo il nuovo e attesissimo regolamento elaborato dall’ufficio Tecnico per la gestione dei pozzi privati e per l’approvvigionamento tramite autobotti. Entro stasera dovrebbe essere esitato, quindi domani passerà all’esame del segretario generale del Comune Vito Bonanno. E qui sicuramente ci sarà lo snodo cruciale. Infatti nel marzo scorso già una pima volta una bozza del regolamento elaborata sempre dagli uffici aveva subito tutta una serie di osservazioni. A chiedere il parere di Bonanno su questa delicatissima vicenda, che ha spinto la Procura ad avviare un’indagine sulla base di una circostanziata denuncia dell’allora segretario comunale di Alcamo Cristofaro Ricupati, è stato il sindaco Domenico Surdi che appena insediato si è trovato suo malgrado a dovere affrontare una vicenda incancrenita e ancora oggi poco chiara. Le osservazioni, nella lunga relazione di Bonanno, vertevano principalmente su gestione e tariffe da applicare. Per quanto concerne il primo aspetto, secondo il segretario generale il regolamento deve garantire massima trasparenza soprattutto nell’ottica della concorrenza: quindi si dovrebbe prevedere un avviso pubblico riguardo alle disponibilità dei privati nell’attingimento dai pozzi e non utilizzare soltanto quattro pozzi in via del tutto discrezionale come è avvenuto dal 2002. In secondo luogo Bonanno ha precisato che nel momento in cui per un determinato pozzo viene dato l’ok al suo utilizzo da parte del Genio civile da quel momento il rapporto deve essere diretto tra il Comune e gli autotrasportatori e non più con il vecchio sistema del rapporto invece diretto tra privato e autotrasportatore stesso. Terza importante criticità è quella relativa alle tariffe che sono state stabilite dal consiglio comunale nel 2009 e aggiornate l’anno successivo dall’allora sindaco Giacomo Scala. Aspetto questo che è contemplato nel regolamento tuttora in vigore e che in realtà prevede esclusivamente un attingimento a garanzia di chi è servito già da una rete idrica, dunque calcolando il rifornimento di privati come una “eccedenza”, pari a un euro a 10 centesimi a metro cubo. Dal segretario comunale viene rilevato che questo sistema in realtà è sperequativo, vale a dire che non garantisce chi non ha rete idrica dovendo pagare agli autobottisti che si riforniscono una tale tariffa pur non godendo del servizio. Ecco perchè Bonanno sollecita sotto questo punto di vista una sorta di informatizzazione, con un registro che tenga il conto dei rifornimenti e che quindi garantisca la tariffa di 35 centesimi a metro cubo per quei cittadini che non superano i 150 metri cubi di consumo di acqua in un anno, come avviene quindi per chi è servito da rete idrica ed ha un proprio contatore. Su questa direttrice vuole che si lavori anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Surdi che per l’appunto ha già indicazioni agli uffici competenti affinchè si arrivi a questo risultato. In questo regolamento appena approdato alla Ragioneria si sarà tenuto conto di queste osservazioni? Intanto incombe l’estate e l’attingimento tramite autobotti private è quantomai indispensabile, dunque è essenziale anche dotarsi del regolamento.

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