Due milioni di euro dal Comune non investiti e lasciati nei cassetti. Per Alcamo il 2017 si è materializzato come l’anno delle occasioni perdute, avendo a disposizione importanti risorse senza averle spese. Una vera beffa di questi tempi di vere vacche magre per gli enti locali: è come se si scoppiasse di salute e si cercasse al contrario un ceppo di contagio per sentirsi male. Il clamoroso dato è venuto fuori nei giorni scorsi nel corso della giornata di formazione dedicata agli “Equilibri del bilancio degli enti locali e vincoli di finanza pubblica” dove sono stati snocciolati i fondamenti della contabilità economico-patrimoniale. La miccia si è accesa nel momento in cui uno dei dirigenti del Comune di Palermo, che ha partecipato al corso, ha chiesto di parlare di spazi di finanza pubblica e lo stesso segretario generale del municipio alcamese, Vito Bonanno, ha chiesto di approfondire l’overshooting. Si tratta di un fenomeno di cassa che si può verificare nei Comuni: sarebbe la situazione anomala in cui un ente presenta un saldo positivo molto alto e questo vuol dire che lascia “spazi”, cioè risorse non investite. Tema che a quel punto ha visto alzare il velo proprio sul Comune di Alcamo emergendo che nel 2017 gli uffici hanno lasciato “spazi inutilizzati per 2 milioni di euro” pur avendo in cassa ben 7 milioni di avanzo vincolato che avrebbero potuto essere spesi. In quest’ambito già nel recente passato più volte si sono verificati scontri tra la politica e gli uffici, specie quelli della Ragioneria retta dal dirigente Sebastiano Luppino che più volte ha cozzato con la volontà di toccare l’avanzo di amministrazione. Lo scorso anno addirittura per ben tre volte fu sondata la possibilità di mettere mano all’avanzo. Rispetto a quanto emerso dalla giornata di formazione in realtà si sarebbero potuti utilizzare altri due milioni di euro che la politica aveva chiesto di impegnare per rimettere in sesto le strade e per sistemare la malandata rete fognaria. Durissimo e inatteso il commento dell’autorevole relatore invitato alla giornata formativa, Francesco Delfino componente della Commissione Arconet, organismo istituito presso il ministero dell’Economia e delle Finanze per l’armonizzazione degli enti territoriali: “Una dirigenza che tiene nei cassetti milioni di avanzo – ha accusato – è inadeguata ad affrontare le sfide che il nuovo sistema assegna ai Comuni. I cittadini che pagano le tasse non possono vedersi negato il diritto ad avere servizi di qualità e investimenti da dirigenti che proteggono solo le loro posizioni. La dirigenza è chiamata a realizzare i programmi della politica che ha il consenso non a trovare cavilli e ostacoli”. Accuse imbarazzanti che mettono in discussione quindi la dirigenza del Comune e la sua capacità di spesa: “Le somme possono essere tutte programmate e stanziate in bilancio – avverte il dirigente della Direzione Ragioneria, Sebastiano Luppino – ma se non si attivano le fasi successive che sono quelle dei bandi e delle procedure necessarie allora i fondi non spesi finiscono in avanzo. Questo è un problema che sicuramente non attiene alle responsabilità dei miei uffici ma di altri semmai”.

 

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