Natale all’insegna dell’integrazione e della multiculturalità. Messaggio forte e chiaro che arriva dalle scuole alcamesi che seppur con progetti distinti per istituto hanno portato avanti questa tematica più che mai attuale dal momento che da qualche tempo aleggiano sinistri venti di guerra. Dai più piccoli sono partiti messaggi di amore e fratellanza. L’istituto comprensivo “Mirabella-Montessori” ha realizzato un nuovo step del progetto “Multikulturalità” che ha visto gli alunni di tutti e tre i gradi della scuola organizzare un particolare mercatino di Natale nell’atrio del Collegio dei Gesuiti con oggetti tipici del Natale utilizzando come idea di fondo quella di mettere assieme materiali diversi integrandoli perfettamente.

Il progetto chiuderà il cerchio la prossima primavera quando alunni a partire dalla 4° elementare e sino alla terza media, insieme ai loro docenti, parteciperanno ad uno stage a Malta nell’ambito della conoscenza della lingua inglese divenuta oramai lingua mondiale.

Oggi pomeriggio sempre nell’atrio del Collegio dei gesuiti si esibiranno gli alunni dell’istituto e si sorteggerà un presepe (nella foto) realizzato con la pasta da ragazzi con deficit, dunque un lavoro dal doppio valore simbolico.

Sempre questa mattina l’istituto comprensivo “San Giovanni Bosco” ha organizzato una recita nel vicino centro congressi Marconi: ad andare in scena canti, recite e balli mettendo in primo piano l’importanza dello stare assieme e di amarsi, infrangendo le barriere religiose, delle etnie e culturali. A sventolare decine e decine di bandiere di ogni nazionalità a testimonianza di come si possa stare assieme e di come gli steccati ideologici o di qualsiasi altro tipo in realtà siano soltanto per l’appunto barriere mentali e nulla di più. Di particolare significato il ballo in costumi tipici di diverse nazionalità che ha messo in risalto come in realtà le differenze siano solo apparenti.

A fare da contorno poi la proiezione di video dal forte carattere simbolico, sempre incentrati sull’amore e la fratellanza, e sulla necessità di non creare ostacoli sulla base di diverse idee religiose o culturali, né tantomeno per un diverso colore della pelle.

Di particolare effetto anche il presepe vivente realizzato all’interno del plesso Froebel, che fa parte sempre dell’istituto comprensivo “San Giovanni Bosco”. E’ stato ricostruito perfettamente lo scenario tipico di Nazareth, dove nacque Gesù, con capanne, antichi mestieri, e persino con la presenza di animali veri. Un modo per i bimbi di poter conoscere la storia e contemporaneamente di essere loro i protagonisti.

Share.
SHARE
OR
SCARICA LA NOSTRA APP