Definirla una ipotesi illogica probabilmente sarebbe molto generoso. Ma ha una sua logica ventilare la possibilità di trasferire gli studenti e insegnanti del Mattarella-Dolci di Alcamo nell’immobile di contrada Sasi di Calatafimi per far posto a quelli del liceo Allmayer? Fermo restando che l’Allmayer ha diritto ad una sua sede ad Alcamo, appare quanto meno strano che una scuola destinata ad un preciso indirizzo di studi, che quando venne realizzata alcune stanze furono costruite con precisi impianti per ospitare laboratori e tanto altro dovrebbe essere smantellata. Ipotesi assurda così come è assurdo che l’ex provincia abbia deciso di trasferire 650 alunni dell’Allmayer, ospitati nei locali in affitto di viale Europa (costo 200 mila euro l’anno), a Calatafimi. La decisione più giudiziosa è quella di lasciare le cose come stanno per non smembrare istituti con gravissimi disagi per insegnanti, alunni e famiglie di numerosi Comuni. In attesa comunque che venga realizzato ad Alcamo, cosa non semplice, e dato in via definitiva un istituto all’Allmayer. Dopo la riunione del collegio dei docenti, della quale abbia dato un ampio resoconto nei nostri tg, ora con una lettera aperta la dirigente scolastica Loana Giacalone  (nella foto) espone le innumerevoli ragioni per le quali il Mattarella-Dolci non si deve spostare. La dirigente scrive:” che solo ora possiamo interrogarci se è lecito che un’istituzione scolastica in crescita, con quasi 800 studenti all’attivo, ricca e poliedrica come questa possa essere frammentizzata, sradicata nell’opinione pubblica e nella realtà. Che si cerca di risolvere il problema Allmayer semplicemente spostando le freccette nel bersaglio da colpire e decidendo di spostare i miei studenti di via Goldoni a C sede peraltro a Calatafimi- Segesta!”: Va sottolineato che il Mattarella-Dolci ha rinunciato alle tre classi che aveva a Calatafimi. La dirigente scolastica nella lettera illustra le tante attività e i sui numerosi indirizzi di studio, portati avanti ad Alcamo dal  Mattarella-Dolci, la cui sede legale è a Castellammare del Golfo. La dirigente conclude la lettera chiedendosi “se è lecito dopo tanta abnegazione e spirito di sacrificio di studenti e docenti che hanno consentito tale crescita, tutto venga vanificato da logiche puramente di tipo economico che nulla hanno a che fare con competenza, formazione, empowerment. E da Mosca dove da tre anni presta servizio presso il consolato generale il professor Giuseppe Lo Porto di Castellammare, già dirigente del Mattarella-Dolci scrive: “Come si può pensare di salvaguardare una comunità di studenti cacciando via dalla propria scuola un’altra comunità di studenti che nulla ha a che fare con questa triste vicenda?” Ricordiamo che quando il Comune di Alcamo cedette la scuola elementare in costruzione di contrada Canapè alla Provincia venne messo nero su bianco che veniva destinata all’Agrario allora diretto da Gaspare Leo.

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