Il Comune di Alcamo riconosce l’indennità di risultato ad uno dei suoi ex dirigenti. Si tratta di Carlo Bertolino, che guidò dal novembre del 2013 al novembre del 2014 il Settore dell’Urbanistica, a cui spetterà la liquidazione. Si risolve così parte della controversia tra l’ex alto burocrate e il municipio alcamese che resta ancora aperta nella parte in cui chiede il reintegro all’interno del palazzo di città. Intanto per lui un primo riconoscimento nel rapporto di lavoro avuto con l’ente locale alcamese. A Bertolino è stata riconosciuta l’85 per cento dell’indennità spettante secondo quanto attestato dall’Oiv, l’organismo indipendente di valutazione che per l’appunto ha valutato in questo modo l’attività svolta dal dirigente. Nella causa attualmente in corso fra le richieste avanzate dall’ex burocrate vi era proprio l’indennità di risultato che spetta in pratica a coloro i quali rivestono incarichi apicali all’interno degli uffici del Comune. Liquidazione che non fu mai data a Bertolino e che ha rivendicato. Sulla base dei riscontri fatti questa indennità effettivamente andava riconosciuta, al di là del fatto che l’ex dirigente rimase in carica solo per un anno. Con proprio decreto il sindaco Domenico Surdi ha dato direttive al dirigente della Direzione 2 affinchè adotti i provvedimenti gestionali conseguenti inerenti la quantificazione e liquidazione dell’indennità di risultato. Tutta da dirimere l’altra questione molto più ampia che riguarda proprio l’architetto Bertolino rispetto alla rivendicazione di reintegro in pianta organica che è tutt’ora pendente al tribunale del lavoro di Trapani. Il professionista ebbe un incarico dall’allora sindaco Sebastiano Bonventre per colmare la lacuna dell’assenza di un dirigente in questo delicato ambito della macchina burocratica, cosa che persiste ancora oggi e che momentaneamente è stata coperta con un incarico ad interim dal segretario generale Vito Bonanno. Un incarico che però, era stato chiarito, poteva essere di 6 mesi rinnovabile al massimo per altri 6. E così fu. Però Bertolino all’attuale giunta guidata dal sindaco Domenico Surdi ha presentato ricorso alla sezione Lavoro del tribunale di Trapani chiedendo il reintegro al Comune di Alcamo sulla base di una sentenza della Corte di Cassazione il cui dispositivo così recita: “Se l’incarico dirigenziale può avere una durata pari e non superiore al mandato del sindaco, comunque la stessa non può essere inferiore a tre anni”. Dunque Bertolino chiede al Comune di Alcamo di essere reintegrato per i restanti due anni, in base alla tesi del suo legale. Possibilità respinta dal Comune che infatti ha deciso di resistere in giudizio. Secondo l’amministrazione la richiesta sarebbe in violazione degli principi della Costituzione proprio perchè nel bando dell’epoca la nomina era contemplata espressamente solo al massimo per 12 mesi.

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