Niente soldi e niente stabilizzazione. L’esercito di Asu del Comune di Alcamo, il più numeroso tra tutti gli enti locali siciliani, resta a bocca asciutta ancora una volta. Anche quest’anno l’ambito “posto sicuro e fisso” per loro resta una chimera. Ed il motivo è oltretutto abbastanza semplice: non ci sono soldi in cassa e quindi per nessuno dei 174 lavoratori ci sarà possibilità di stabilizzazione come invece è già accaduto ad altre categorie di precari (398 unità in tutto) che negli anni sono state contrattualizzate.

La giunta guidata dal sindaco Domenico Surdi ha deliberato il “programma di fuoriuscita dal bacino del precariato” per tutti quei lavoratori che rientrano per l’appunto all’interno della legge regionale dello scorso 8 maggio. Una norma che prevede la stabilizzazione per gli Asu ma che il Comune di Alcamo non potrà garantire: “Al momento attuale – scrive la dirigente della Direzione 2 che si occupa delle Risorse umane, Giovanna Mistretta -, in conformità alla complessa normativa di riferimento sia per le limitate capacità assunzionali, da destinare per legge prioritariamente alle altre categorie di lavoratori a tempo determinato, sia per le condizioni di bilancio il Comune non può attivare misure di fuoriuscita che prevedano l’assunzione presso l’ente anche con contratto part-time”.

In parole povere questi lavoratori, quindi tutti e 174 Asu in servizio al Comune, finiranno in un apposito elenco degli esuberi e in teoria verranno smistati nei vari enti pubblici che ne faranno richiesta. Dunque non avranno la garanzia che resteranno nella loro sede di servizio attuale, quindi al Comune di Alcamo, almeno dal momento in cui non vengano eventualmente chiamati per il loro profilo professionale.

Qualche mugugno si è pure registrato all’interno di questo folto bacino anche perché il Comune ha sostanzialmente emesso l’avviso di far pervenire la domanda con tutti i dati necessari per l’inserimento in questo elenco regionale in tempi strettissimi. Termine che scadeva oggi mentre la Direzione 2 emanava l’avviso soltanto il giorno prima. Domani le schede dei 174 Asu alcamesi, comprendenti l’attività professionale, i titoli di studio e le capacità acquisite, saranno trasferite dal Comune al centro per l’impiego al cui interno saranno attivati degli sportelli informativi e, allo stesso tempo, si promuoveranno dei tavoli di concertazione con le parti sociali.

“Lo scopo – è stato sottolineato dall’assessorato regionale al Lavoro – è di assistere i precari, destinatari delle misure, e gli enti per la redazione del programma di fuoriuscita in maniera da valorizzare le loro competenze garantendo lo sbocco occupazionale”. Intanto il sindaco Domenico Surdi e gli assessori nella delibera parlano di stabilizzazione eventuale “condizionata alle verifiche delle capacità assunzionale e finanziaria dell’ente da effettuarsi”.

In poche parole il municipio alcamese per ora non può stabilizzare nessuno ma un’eventuale verifica la si potrà fare in sede di approvazione di programmazione del prossimo fabbisogno del personale 2018-2020 e di approvazione del bilancio di previsione 2018-2020. L’unica certezza comunque è che il Comune al momento ha garantito la stabilizzazione di questo personale sino al 2019, dopo sarà la solita incognita.

L’impressione è comunque che il Comune non sarà mai in grado di garantire la stabilizzazione di tutto questo bacino, a cui vanno sommati gli altri 398 precari di altri bacini che sono già stati contrattualizzati. Un numero monstre per un Comune che amministra 45 mila abitanti: in pratica un lavoratore ogni 78 abitanti.

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