Indietro non si torna, resta confermato il tetto degli 8 mila euro di Isee per potere ottenere i buoni libro del Comune di Alcamo. La conferma arriva direttamente dal vicesindaco e assessore alle Finanze Roberto Scurto la cui presa di posizione, che tanto sta facendo discutere in questi giorni, non si scalfisce nemmeno di fronte alla richiesta dell’opposizione in consiglio comunale che chiede un confronto. “Al confronto siamo sempre aperti – afferma Scurto – ma nella sostanza non cambierà nulla rispetto alla decisione presa. Purtroppo le condizioni economiche dell’ente sono queste e bisogna affrontarle con un netto taglio alla spesa che questa amministrazione sta operando”. Quindi pare che sarà un nulla di fatto il tentativo dei due gruppi consiliari “Abc” e “Alcamo cambierà” di portare la questione in consiglio. Hanno presentato proprio questa mattina una mozione di indirizzo attraverso la quale sperano di far tornare sui suoi passi la giunta grillina. Una mozione che parte da una serie di considerazioni legate alla normativa nazionale e regionale in materia, normativa che non prevede limiti di reddito, e dalla constatazione che mai nel Comune di Alcamo era stata presa una decisione di introdurre per l’appunto il tetto di reddito per accedere ai buoni per l’acquisto di libri per le scuole elementari e medie. “Invitiamo la giunta – precisano i consiglieri Caterina Camarda, Mauro Ruisi e Gino Pitò – a predisporre, se occorre, una variazione di bilancio per reperire le risorse necessarie, ipotizzando ipotesi multiple per individuare i capitoli a cui attingere”. Nella mozione si invita anche la I commissione ad effettuare uno studio per verificare l’opportunità di consegnare in comodato d’uso gratuito i libri agli studenti, come già avviene in alcuni comuni. Secondo i tre consiglieri, sulla base delle notizie avute dagli uffici, i buoni libro incidevano per una spesa annuale di 70 mila euro, di cui in parte coperta dalla Regione: “Non è assolutamente giustificabile che in un bilancio di milioni di euro – aggiunge i tre consiglieri – il nostro comune non trovi una copertura per un importo di poche decine di migliaia di euro e, in ogni caso, la decisione su tale evenienza spetta esclusivamente al consiglio comunale”. “Possiamo magari rivedere qualcosina nel tetto di spesa Isee introdotto – precisa Scurto – ma non più di tanto. Purtroppo da tanto tempo il Comune non ha garantito dalla Regione la copertura di questa spesa e non ci sono le condizioni per continuare su questo trend. Non ritengo che le 40 o 60 euro di buono a famiglia potranno incidere più di tanto nelle famiglie che hanno comunque un cero reddito. Credo sia opportuno in questo momento garantire invece a quelle famiglie che davvero hanno difficoltà e a cui davvero questi soldi fanno la differenza”. Le brutte soprese potranno anche non finire qui per le famiglie che hanno figli iscritti a scuola: infatti a breve sarà discussa anche la copertura dei costi per gli alunni pendolari: “Al momento non abbiamo certezze – aggiunge Scurto – ma comunque fortunatamente proprio il movimento 5 Stelle all’ars ha evitato che la Regione tagliasse la copertura di questa spesa a favore dei Comuni. Non dovrebbero esserci comunque modifiche sostanziali”.

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