L’assemblea dei soci della Banca don Rizzo di Alcamo ha deciso, nel corso della riunione di ieri mattino,  di aderire all’Iccrea banca, poiché entro due anni saranno creati due grandi poli e le banche di credito cooperativo dovranno adeguarsi a quanto stabilisce la legge. A votare, in seconda convocazione sono stati 818 soci. La decisione di aderire all’Iccrea banca non è certo casuale poiché l’Iccrea è da sempre vicina alle Bcc. La riunione era stata convocata anche per approvare il bilancio al 31 dicembre 2016 e l’assemblea si è aperta con la relazione del presidente Sergio Amenta (nella foto) che ha illustrato il progetto di , che è composto dagli schemi dello stato patrimoniale del conto economico, del prospetto della redditività e della nota integrativa e dalle relative informazioni. à complessiva, del prospetto delle variazioni del patrimonio netto e  del rendiconto finanziario. Sergio Amenta prima di snocciolare i dati ha parlato dello scenario dell’economia mondiale nel 2016 sottolineando che “In Sicilia il quadro congiunturale non migliora.  Nella prima metà del 2016 si sono attenuati i segnali di ripresa economica emersi nel corso dell’anno precedente con ulteriore lieve riduzione degli investimenti e delle imprese e la contrazione dell’export. “. Il 2016 per il credito cooperativo è stato segnato da tre passaggi: l’approvazione del decreto legge di riforma il 14 febbraio, l’emanazione della legge di conversione l’otto aprile e la pubblicazione delle disposizioni attuative della Banca d’Italia il due novembre. Nel capitolo dedicato alla gestione della banca Sergio Amenta ha sottolineato “che anche il 2016 è stato un anno pieno di incertezze e difficoltà economiche per le famiglie e le imprese del nostro territorio e questa situazione non poteva non influenzare il risultato di esercizio della Banca don Rizzo ma non la sua volontà  di essere banca del territorio. Non a caso la don Rizzo, malgrado gli eventi sfavorevoli, ha continuato ad investire sull’economia reale, In questo contesto –sottolinea Amenta – sentiamo ancora più forte, anche come cittadini, il dovere di contribuire a rafforzare la fiducia, a rilanciare la speranza e a migliorare il futuro dei giovani”. Ma passiamo al linguaggio dei numeri sullo stato patrimoniale con il 2016 che si è chiuso con una perdita dell’esercizio che ammonta a un milione e 967 mila euro. I conti nonostante siano ancora in rosso sono migliorati se si considera che al 31 dicembre 2015 la perdita di esercizio ammontava a 4 milioni e 729 mila euro. La governance della banca don Rizzo dovrà chiudere il bilancio in pareggio entro la fine dell’anno in corso come da disposizioni della Banca d’Italia. Il collegio sindacale ha espresso parere favorevole all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2016 ed ha concordato con la proposta di copertura della perdita di esercizio formulata dal consiglio di amministrazione nella relazione sulla gestione. Ricordiamo che già alla don Rizzo hanno provveduto alla vendita di crediti deteriorati per una cinquantina di milioni di euro, alla riduzione degli stipendi del 10 per cento dal luglio 2016 e dei pensionamenti, 11 già sono andati via, e alla riduzione degli orari di apertura come nella banca di Trappeto. Nonostante questa cura dimagrante ancora bisogna lavorare per evitare il rosso nei conti.

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