Rinviata alla seconda convocazione, come era prevedibile, l’approvazione del bilancio della Banca don Rizzo di Alcamo la cui assemblea è stata fissata per domenica 28 maggio per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2016 e di importanti argomenti all’ordine del giorno. L’assemblea si svolgerà, inizio alle 9,30, presso l’aula magna dell’Istituto tecnico “Caruso” di Alcamo. Ma all’ordine del giorno figurano argomenti alcuni dei quali riguardano, come previsto dalla legge, l’adesione della don Rizzo, ma ciò riguarda tutte le Bcc, o alla Cassa centrale banca oppure all’Iccrea banca. Infatti entro due anni saranno creati due grandi poli e le banche di credito cooperativo dovranno adeguarsi a quanto stabilisce la legge con il rischio di perdere buona parte delle loro identità e inoltre saranno notevolmente ridotti consigli di amministrazione. Una scelta importante che influirà sul futuro e gestione della don Rizzo, fondata nel 1902 da tale sacerdote per venire incontro agli operatori alcamesi. Poi la banca è cresciuta. Durante il boom economico ha incamerato altri istituti di credito, su direttiva della Banca d’Italia, così come negli ultimi anni. Accorpamenti che alla lunga non sembra abbiano giovato alle casse della don Rizzo. Tra gli argomenti quindi da sottoporre ai soci: “l’informativa sulla riforma del credito cooperativo che comporterà la creazione di grossi poli e ancora progetti di costituzione dei gruppi bancari cooperativi e la delibera di intenzione di adesione ad un gruppo”. Dunque per la don Rizzo è il momento di scelte vitali. Quasi quasi alla luce della decisione, che il 28 maggio dovranno prendere i soci, di aderire o al gruppo Iccrea banca o Cassa centrale banca, l’approvazione del bilancio potrebbe come apparire di passare  in secondo piano. Ma non è così poiché con la relazione, che porterà il presidente Sergio Amenta, si potrà conoscere lo stato di salute della don Rizzo e quindi valutare i risultati della governance eletta nel novembre 2015. Alla luce della vendita di crediti deteriorati per una cinquantina di milioni di euro, della riduzione degli stipendi del 10 per cento dal luglio 2016 e dei pensionamenti, 11 già sono andati via, e della riduzione degli orari di apertura come nella banca di Trappeto, i conti della don Rizzo dovrebbero essere migliori. Ma sembra che il pareggio di bilancio potrà essere raggiunto l’anno prossimo con quello del 2017. Infatti il 2016 avrebbe fatto segnare il “rosso” in bilancio. Il dato esatto si conoscerà nell’assemblea del 28 maggio. Comunque già la Banca d’Italia ha invitato la Banca don Rizzo a pareggiare il bilancio entro il 2018. Intanto resta in piedi la vicenda dell’accorpamento con la banca di credito cooperativo di Paceco, che la don Rizzo non vorrebbe più fare, dopo che la “Senatore Pietro Grammatico”, è finita nel 2016 sotto amministrazione giudiziaria dopo l’inchiesta della magistratura. La Bcc di Paceco ribatte che il 50 per cento dovrebbe essere preso dalla don Rizzo e l’altro 50 per cento dalla Toniolo. Nella stessa banca di credito cooperativo “Senatore Pietro Grammatico “ di Paceco prevista la riduzione di personale: una decina su 32 in organico, mentre alla don Rizzo il programma dei pensionamenti, 28 in totale, si concluderà entro la fine del 2018. Già undici sono andati in pensione e sette andranno via a fine luglio dalla don Rizzo.

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