I tagli previsti con il nuovo appalto sui rifiuti che si configura ad Alcamo non rispetterebbe nemmeno i parametri minimi dettati dall’Unione Europea. La denuncia arriva dal leader provinciale di Trapani di Sinistra italiana, l’alcamese Massimo Fundarò (nella foto), già segretario regionale di Sel, che esprime una forte preoccupazione sulle sorti future del servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura in città rispetto al pesante taglio operato dal Comune nel nuovo piano che sta andando in gara e che prevede rispetto al passato un minor costo di un milione e 400 mila euro. I sindacati, che stanno seguendo la vertenza avviata dai lavoratori, parlano di un possibile taglio di una quarantina di operai sui 110 nel solo cantiere di Alcamo. Il che significa che in servizio, se davvero si concretizzasse questo scenario, ne resterebbero 70. “Esiste un parametro oggettivo riconosciuto in tutta Europa – sostiene Fundarò – che fissa il rapporto di addetti alla raccolta e abitanti in 1/500. Dunque con una popolazione di circa 45.500 abitanti, Alcamo avrebbe bisogno di almeno 91 addetti. Ma tenendo conto della particolarità del territorio, con il trasferimento stagionale ad Alcamo marina di gran parte dei residenti nel centro urbano, di alcune emergenze ambientali, come la massiccia presenza di discariche abusive diffuse nelle campagne, e dell’elevato numero di eventi laici e feste religiose, il numero degli addetti necessari per tenere pulita la città ed il territorio circostante cresce in maniera sensibile. La vostra previsione di circa 75 addetti alla raccolta – aggiunge Fundarò – è, dunque, sottodimensionata ed errata”. Nella lettera che il leader di Sinistra italiana invia al sindaco Domenico Surdi si esterna forte preoccupazione perché dietro una “accattivante previsione di un milione e quattrocentomila euro di spesa in meno, si nasconde un taglio netto di  prestazioni che metterà a repentaglio la sostenibilità dell’intero servizio”. Esiste poi un altro problema non legato direttamente al servizio di raccolta dei rifiuti. Infatti nel precedente contratto in scadenza con l’Energetikambiente nell’appalto era prevista anche la pulizia delle caditoria: ben 6.500 sparse in tutta Alcamo e che a dire il vero sono state scarsamente pulite se non in casi eccezionali. Di sicuro in questo modo si avrebbe la quasi certezza che questa attività verrebbe del tutto accantonata e se si considera anche lo scarso numero di operai a disposizione dei Servizi tecnici del Comune le considerazioni negative vengono da sé: “Ipotizzare di ridurre il costo della gestione integrata del ciclo dei rifiuti, attraverso un taglio lineare di alcuni servizi e la  conseguente riduzione del personale, è una scelta ingenua ed al tempo stesso controproducente” scrive Fundarò. Altro aspetto è quello legato alle tariffe che secondo l’esponente di Sinistra italiana dovrebbe cambiare come sistema di calcolo: “Gli alcamesi – si legge ancora nela missiva – devono pagare in proporzione alla quantità dei rifiuti indifferenziati prodotti da ogni famiglia. Più rifiuti non differenziati, più paghi. Nella prossima gara d’appalto bisogna inserire l’obbligo per la ditta di pesare i rifiuti”. Fundarò arriva alla stessa conclusione dei sindacati: ritirare l’attuale piano e riformularlo. Abbiamo provato a contattare insistentemente l’assessore all’Ambiente Roberto Russo ma non è stato possibile rintracciarlo telefonicamente.

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