Ci si mette anche Giove pluvio a fare i dispetti ad Alcamo e alla sua cronica carenza idrica. Il maltempo ha creato disagi all’erogazione idrica: da oggi infatti non arriva più acqua da Montescuro, la sorgente gestita da Siciliacque che garantisce la maggior parte della risorsa di approvvigionamento per la città. Il maltempo di questa notte, con un violento temporale che ha finito per provocare il blocco della centrale di sollevamento della diga Garcia che alimenta il potabilizzatore di Montescuro, ha praticamente fermato l’erogazione idrica. Quindi niente 50 litri di acqua al secondo per la cittadina alcamese, una vera catastrofe per un territorio che è reduce già da un’estate davvero difficilissima con turni di erogazione allungati addirittura a 8 giorni e con continui slittamenti e difficoltà di approvvigionare omogeneamente tutti i quartieri. Pioggia e vento hanno finito per danneggiare la linea di alimentazione Enel e di conseguenza senza energia elettrica si sono fermati i motori dell’impianto. La speranza è quella che il guasto possa essere superato nel più breve tempo possibile e l’auspicio potrebbe avere dei risvolti concreti: “I lavori di riparazione del guasto – sostiene Siciliacque – dovrebbero concludersi nel tardo pomeriggio di oggi, consentendo di poter riavviare la produzione all’impianto nelle prossime ore ed il ripristino delle forniture ai comuni coinvolti”, tra cui per l’appunto figura anche Alcamo.  In questo clima di incertezza al momento il Comune ha di fatto le mani legate: l’unica certezza è che il previsto turno di erogazione di oggi è saltato: quindi sono rimasti a secco i rubinetti delle abitazioni delle zone di Piano Santa Maria, contrada Tre Noci, via Fusinato, la zona ovest di via Madonna del riposo, le vie Santissimo Salvatore, Marrocco e Vittorio Veneto. “La nuova programmazione dei turni – sono le parole dell’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Russo – sarà definita appena sarà comunicato il superamento del guasto tecnico e garantita la costanza della portata in arrivo”. Per il momento quindi Alcamo può contare solo su un approvvigionamento dalle sorgenti Mirto e Dammusi pari a circa 25 litri al secondo, una miseria per un territorio di 43 mila abitanti. Nei giorni scorsi sono state ben due le azioni di protesta di semplici cittadini che si sono recati al “Bottino”, vasche di accumulo dell’acqua gestite dal Comune, per esternare il loro disappunto sulle difficoltà a ricevere l’acqua che di conseguenza ha costretto moltissime famiglie a dover pagar fior di quattrini per richiedere l’utilizzo di autobotti private. L’amministrazione comunale aveva garantito che proprio con Siciliacque era stata raggiunta un’intesa per un aumento della portata idrica per Alcamo, cosa che questa settimana avrebbe dovuto permettere di accorciare i turni di erogazione a 4-5 giorni.

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